
L'autore di questo volumetto penso non abbia bisogno di presentazione. Continua a scrivere le sue riflessioni che da anni aiutano a capire la società e il tempo in cui viviamo. Vite di corsa misura come la rapidità del cambiamento che contrasta con la lentezza che Bauman, i n opposto, pensa sia considerata oblio. Una vita, la nostra, in rapida trasformazione, dedicata al consumo che, per l'autore, fa dell'uomo un essere in movimento. Quasi che l'assillo del consumo sia dato dalla perenne insoddisfazione di ciò che si possiede e si consuma. Un piacere che non si trova ma si cerca, una realtà che si vive ma che, allo stesso tempo, si sfugge. Anche il valore della comunità degli uomini che accomuna, passa attraverso il piacere che mette insieme gli uomini stessi e che dovrebbe superare la sua manipolazione per mantenere la società dei consumi nella quale siamo protagonisti assoluti. Protagonisti che si creano una identità sociale che cercano di mantenere, pur nella velocità e nella libertà di movimento anche se, nell'acquisto e, talvolta solo nell'acquisto si ritrova se stessi.
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