mercoledì 24 giugno 2009

Abbiamo vinto: GRAZIE FLAVIO

di Nereo Tiso
Mamma mia, quali brividi! Aver costruito un muro contro l'onda animala che stava investendo anche la nostra città, è stato strraordinario. Con grande impegno siamo riusciti a portare alla vittoria Falvio Zanonato che, con la sua pacatezza, le sue proposte chiare, la usa esperienza e la sua profonda conoscenza della città, ha saputo dimostrare che le confuse idee del candidato Marin e della sua compaggine a Padova non potevano albergare. Nonostante la pletora di ministri presentatasi in città, dal più piccolo al più "medio" (il più grande è impegnato altrove!!!), non sono stati in grado di sconfiggere la granitica solidità di proposte per il futuro e di un lavoro eccellente svolto negli ultimi cinque anni. Grazie ai partiti che si sono impegnati, ai cittadini che ci hanno creduto, ai militanti e non solo, che hanno lavorato fino all'ultimo minuto, siamo riusciti ad ottenere questa entusiamante vittoria. E' la vittoria di una parte, ma la politica non può che essere per tutti i cittadini; il bene comune non può escludere nessuno e il primato della persona dev'essere sempre davanti a chi governa la cosa pubblica. Ed è su questi elementi che si è sviluppato il programma per la città di Zanonato e non sull'enunciazione di valori ipotetici da parte di Marin che non si capiva bene dove volesse arrivare (sono a favore dei respingimenti dei barconi, ma credo nella solidarietà!!!).E poi! La continua ostentazione del proprio essere cattolico, cercare di portare dalla propria parte le istituzioni ecclesiali, le parrocchie, gli istituti religiosi. Il Comune è nato per il governo della città nella quale convivono cattolici, ebrei, mussulmani, persone di altre religioni e anche persone senza nessuna religione. Quali di questi escludiamo? Mi dispiace, ma essere cattolico vuol dire altre cose. Ora che siederò in Consiglio Comunale per la prima volta, non lo farò da cattolico, bensì da persona che ha una sua storia, dei valori da condividere e che vuole confrontarsi per il bene dei cittadini; di tutti i cittadini, senza esclusione alcuna. E questo senza continuamente aizzare i cittadini con la sicurezza, fomentando la paura che può degenerare nell'inimicizia, strada perversa verso l'odio. Scrive Umberto Eco:" Avere un nemico è importante non solo per definire la nostra identità ma anche per procurarci un ostacolo rispetto al quale misurare il nostro sistema di valori e mostrare, nell'affrontarlo il valore nostro. Pertanto quando il nemico non ci sia, occorre costruirlo". Noi abbiamo deciso di percorrere altre strade: accoglienza, integrazione, diritti-doveri e repressione per chi delinque. La strada è già stata aperta e non si può chiudere.E ora al lavoro! Ne apriremo di nuove per una città nuova a misura d'uomo.

martedì 2 giugno 2009

Solidarietà: l’eretica.


Tentare una breve riflessione su una priorità politico-sociale che mi sembra fondamentale può, in questo momento, essere arduo, ma lo credo opportuno. Se la solidarietà è lo strumento sociale per una vita migliore, come non evocarla con enfasi ed entusiasmo? Purtroppo sembra essere posta quasi come una contraddizione in sé: solidali con chi? Oppure, molto più ironicamente: solidali da chi? La sua enunciazione viene immediatamente ricoperta di derisione se la si rivolge verso gli immigrati; se, invece, la si rivolge a chi è stato più sfortunato fisicamente o intellettualmente, la si carica di commiserazione; se la si rivolge a popolazioni lontane o vicine drammaticamente colpite da catastrofi naturali si ammanta di pietismo; se la si rivolge a chi subisce la grande crisi economica la si riconosce quale sostegno ad una forma di ingiustizia.
Ma chi si prende la briga di vedere nella solidarietà un obiettivo in continua evoluzione che ha radici nei nostri valori di riferimento, che legge la realtà nei suoi cambiamenti e che non può che crearci il senso profondo di responsabilità? Non penso che i punti di riferimento possano essere solo gruppi di volontariato che professionalmente ne sono tutori e sostenitori. Troppo piccola una società che delega anche la solidarietà; troppo debole un sistema che usa l’autorità per decidere a chi va “tutta la nostra solidarietà” e a chi no. Le scelte di una politica misera parlano chiaro: si confonde il primato della persona col consenso, la paura con la solidarietà, e tutto viene strumentalizzato.
Ma la politica è fondamentale: le scelte per il bene comune implicano responsabilità e la solidarietà si realizza nel valutare quali devono essere le attenzioni di oggi per capire il domani e prepararsi adeguatamente ad affrontarlo perché le persone non rimangano ai margini. Le politiche per la famiglia, i disabili, gli anziani, la casa, l’ambiente, l’accoglienza, l’integrazione, la sicurezza forse non hanno a che fare con la solidarietà? Essa non è fatta di assistenzialismo miserevole bensì ha la necessità di dotarsi di strumenti per far sì che ognuno possa sentirsi bene dove vive e con chi vive. Ed ecco che a casa nostra, Padova, la solidarietà ha bisogno di uno sguardo speciale attraverso l’alleanza tra cittadini e istituzioni che crea sinergia per sostenere il patto tra generazioni e tra sistemi nuovi e vecchi: anziani e giovani insieme per costruire, culture e religioni insieme per crescere.
Forse qualcuno vuole eliminare tutto ciò squalificando il sistema di valori creato nel tempo assieme alla Costituzione, passando il tempo a guardarsi le spalle nel timore sempre di essere aggredito? Mi chiedo: dove stanno i cattolici o chi si definisce tale in questa campagna elettorale? Peccato! Ci sarebbe la necessità di sapere che la fede non deve essere ostentata, bensì testimoniata.
Tutto ciò è al primo posto nel programma del nostro sindaco Zanonato,ed è stato al primo posto anche in questi anni di governo della nostra città di Padova.
Io sono al suo fianco candidandomi per il Partito Democratico al Consiglio Comunale.

Nel PD per un’idea nuova di città

Essere nel Partito Democratico e lavorare per questa città ci riempie di orgoglio ed entusiasmo. Essere cattolici candidati al Consiglio Comunale ci aiuta a prendere coscienza che il servizio che vogliamo offrire a tutti coloro che vivono a Padova trae origine dalla presa di coscienza che i valori condivisi sono un’opportunità che non possiamo lasciar cadere. Renderli disponibili in una città che sta cambiando guardando al presente ma proiettata verso il futuro ci rende ancora più consapevoli del ruolo che ognuno può avere.
Il nostro impegno lo affiancheremo a quello di Flavio Zanonato, candidato sindaco . Il lavoro svolto dalla sua amministrazione in questi anni è davanti agli occhi di tutti e sarebbe miope non riconoscerlo. Ma quello che ci interessa in questo momento è il domani di Padova perché la situazione economica è grave e il disagio che si è creato, soprattutto tra le persone meno fortunate, dovrà vederci in prima linea. Bisogna pensare a loro.
Non vorremmo essere considerati i “candidati cattolici del PD”, ma coloro che hanno scelto di impegnarsi, assieme agli altri, per mettersi al servizio di questa città col Partito Democratico perché più vicino a ciò in cui abbiamo sempre creduto: solidarietà, giustizia, tolleranza, accoglienza, centralità della persona. In sostanza vogliamo essere i candidati che, laicamente, lavorano per portare quel valore aggiunto immediatamente disponibile. Nella consapevolezza che le nostre esperienze politiche e professionali debbano far ricercare il modo migliore per il attraverso il sereno confronto, il dialogo franco per proporre idee innovative nella costruzione della città per l’uomo: convivenza civile, sostenibilità ambientale, attenzione alle famiglie, attenzione a scuola, cultura e ricerca; nessuno deve sentirsi solo.
Motivati da questi valori che ci accompagnano da sempre, abbiamo come primo obbiettivo realizzare e condividere il Bene Comune perché siamo consapevoli che la politica sia prima di tutto servizio necessario per conseguire in maniera piena la dignità della persona.
Ed è tutto ciò che ci ha fatto scegliere il Partito Democratico e Flavio Zanonato. Ci riconosciamo nel suo progetto, nella sua esperienza di sindaco, nella sua disponibilità a pensare, anche assieme a noi, alla città che verrà nella quale le generazioni potranno convivere nell’aiuto e nel rispetto reciproco e dove si ricerca la serenità della convivenza pur nel rispetto delle regole. Siamo convinti che bisogna guardare solo avanti facendo memoria del passato e traendo insegnamento anche dagli errori.
Il nostro impegno sarà di recuperare i valori dei quali siamo portatori mettendoli a disposizione di tutti per continuare il percorso iniziato in questi anni.

Che fatica partecipare!

Dò il benevenuto a voi che vi sottoponente al
sacrificio di esserci, di contribuire a questa finestra. Qui dialogo e
approfondimenti troveranno terreno fertile.
Alla fine:


"La laicità, intesa come principio di distinzione tra stato e
religioni, oggi non è solo accettata dai cristiani, ma è
diventata un autentico contributo che essi sanno dare
all'attuale società, soprattutto in questa fase di costruzione
dell'Europa:
non c'è contraddizione tra fedeltà alla Chiesa e attaccamento
all'istanza di laicità".

Enzo Bianchi "La differenza cristiana" ed.Einaudi


"E' un obbligo eterno fra esseri umani non far soffrire la fame ad alcuno quando si ha la possibilità di dargli assistenza"

Simone Weil

"Salvaguardare i diritti degli altri è il fine più nobile e bello di un essere umano"

Kahlil Gibran